Mancano esattamente 10 giorni al rientro in ufficio, iniziamo a intravedere una lucina in fondo alle nostre quattro mura.
Lavorare in Smart Working, l ’Osservatorio del Politecnico di Milano, lo definisce”una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati”.
Per l’esperienza appena vissuta, posso dire che ha dei lati positivi ma anche negativi. Ci siamo trovati da un giorno con l’altro a doverci adattare, di fretta e furia, senza programmazione e organizzazione, abbiamo gestito la situazione per poter portare avanti quanto avevamo in essere da casa, non è stato semplice ma ce l’abbiamo fatta. Per chi è abituato a parlare e trasferire informazioni vis a vis, non è stato così semplice. E’ vero, non sprechi tempo per recarti al lavoro, ed essendo a casa puoi organizzare anche le tue faccende casalinghe, ma i primi giorni non sono stati facili. Io personalmente non riuscivo più a dare un orario al mio lavoro, ho avute molte difficoltà a dividere i due ambiti. Devi essere molto bravo a pianificare, la cosa migliore è riuscire a indentificare un tuo spazio all’interno delle mura domestiche, dove puoi evitare distrazioni, svegliarti presto al mattino, mantenere fissi gli orari di pranzo e cena e dopo cena stop totale! Sembra tutto semplice detto così, che ci vuole, ma nella realtà ti ritrovi a lavorare erroneamente la sera perché pensi di guadagnare tempo, accendi la tv per farti compagnia e l’attenzione cala, poi c’è chi vive con te che richiede ogni tanto attenzioni …e tu che fai?
Per lavorare da casa con efficienza serve essere molto disciplinati e ovviamente organizzati con tutti i supporti tecnologici necessari.
Questa prova di smart working con cui molti hanno dovuto confrontarsi ha aperto, per chi non la conosceva, un nuovo modo di lavorare.

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